Riozzo

La storia

La località è un borgo agricolo di antica origine.

Cerro al Lambro Riozzo vistaIl nome Riozzo pare derivi dal latino rivulus, tradotto in italiano antico rivoccio, che vuol dire ruscello, rigagnolo, piccolo corso d'acqua. Rivulus o rivoccio sono diminutivi di rivus. Rivus significa fiumicello, canale d'acqua. Probabilmente una qualche casetta o capanna era stata costruita anticamente presso un modesto corso d'acqua che già si chiamava rivulus o rivoccio, e questa umile realtà abitativa ha preso il nome di un elemento di natura campestre. In un documento dell'anno 1439 - un atto notarile re­datto dal notaio Alfonso Banfi abitante in Melegnano - si legge che i fratelli Bassiano e Giovanni de Basilitis e Giuliano de Besana sono abitanti "loci de Ruzo teritorii Melegnani ducatus Mediolani", che tradotto in italiano significa: "del luogo di Ruzo del territorio di Melegnano del ducato di Milano". Appare dunque il luogo chiamato Ruzo: se Ruzus è il nostro attuale Riozzo noi abbiamo la testimonianza che questa frazione era da tempo immemorabile considerata parte del territorio melegnanese: inoltre sarebbe una preziosa e rara testimonianza del nome antico dell'attuale Riozzo. Riozzo è la frazione principale del comune di Cerro.

In età napoleonica (1809) fu aggregato a Riozzo il comune di Cerro; due anni dopo Riozzo, con la sua frazione Cerro, fu aggregata al comune di Melegnano. Tutti i centri recuperarono l'autonomia con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto (1816).

All'Unità d'Italia (1861) Riozzo contava 660 abitanti.

Nel 1878 il comune di Riozzo venne aggregato al comune di Cerro al Lambro.

A partire dagli anni ottanta del XX secolo, Riozzo ha conosciuto un importante sviluppo demografico ed edilizio, saldandosi senza soluzione di continuità alla città di Melegnano.

Architetture religiose

La chiesina di San Rocco

Le Origini

Riozzo Chiesa di S. Rocco minyLa sua storia si apre con due leggende, entrambe frutto di tradizione orale, che legano le origini della chiesa di San Rocco all’altorilievo della Madonna col Bambino, che sovrastava l’altare dell’antico tempio. Nel primo racconto si narra che la scultura di marmo, in viaggio verso Pavia, si trovava in transito nel territorio di Riozzo quando gli animali addetti al suo trasporto non vollero più in alcun modo proseguire il cammino. I riozzesi interpretarono questo come un segno divino e fecero erigere una cappella attorno all’altorilievo.

Una seconda tradizione vuole invece, che la Madonna col Bambino fosse già destinata ad una chiesa in Riozzo, ma che l’ubicazione originariamente pensata fosse all’imbocco dell’attuale via Diaz. Ma la scultura già posizionata nel luogo prescelto, la mattina dei lavori fu trovata miracolosamente in un luogo diverso, proprio dove oggi sorge la chiesa.

Fin qui la leggenda.

L’anno esatto di fondazione della nuova chiesa è ancora sconosciuto. Ma sappiamo che nel XIII secolo secondo il “Liber Notitiae” di Goffredo da Bussero né a Cerro né a Riozzo esistevano chiese.

Il primo documento in cui viene citata una cappella in Riozzo, con l’obbligo di mantenere un cappellano, è del 1517. Si tratta della divisione dell’eredità di Matteo di Lucia de Marliano, spettante ai fratelli Gerolamo, Sasso e Scaramuzza, dove tra le altre cose si scrive di una “casa da gentilhomo dove si abita in Riozzo, dove si dice al castello” che confina con “due parti strada, da un’altra il fosso” dove era “la peschiera vecchia” e infine di un “orto e giardino”.

I proprietari della chiesa erano i Visconti Aicardi. Il capostipite dei duchi di Riozzo divenuti nel corso del ’600 marchesi, fu Giorgio detto Scaramuzza che trovò il favore di Filippo Maria Visconti che gli concesse l’uso del cognome e dello stemma dei Visconti. Giorgio Visconti Scaramuzza l’8 luglio 1419 acquistò da Giovanni Corvini di Arezzo il sedime nel luogo di Riozzo “ubi dicitur in castro” con il fosso che lo circonda (che nel documento citato del 1517 è diventato la peschiera vecchia), il “rastellum” e all’ingresso un grande torre a tre piani con sovrapposto un torrino.Madonna di Riozzodopo il restauro

Ma come si presentava la chiesa in passato?

Sicuramente era più piccola. Infatti sappiamo che negli anni ’30 del secolo scorso fu allungata di tre metri e che anche la facciata fu rifatta completamente durante lo stesso restauro. Quindi una cappella decisamente raccolta e forse utilizzata per seppellire qualche nobile locale visto che sempre durante gli stessi restauri fu rinvenuta sotto il pavimento una tomba.

La Madonna in trono con il Bambino tra due angeli, conservata almeno dal XVIII secolo nell'Oratorio di San Rocco a Riozzo, proviene con ogni probabilità dall'apparato decorativo originario di una delle porte urbiche di Milano. Nell'ottobre del 2010 essa è stata rimossa dalla sua sede, sopra l'altare, per essere sottoposta a restauro conservativo. Attualmente si trova esposta  presso il Museo del Castello Sforzesco di Milano-Sala della Balla.ChiesaSanLorenzoRiozzo

La Pro Loco di Cerro al Lambro si sta attivando al fine di facilitare il ritorno della scultura a Riozzo, con una sistemazione provvisoria presso la chiesa parrocchiale di S. Lorenzo Martire, in attesa della sistemazione definitiva nella sua sede originale, presso la cappella di S. Rocco, dopo il tanto auspicato restauro della stessa.

La Chiesa di San Lorenzo

Fu costruita negli anni Settanta e eretta a parrocchia della diocesi di Lodi il 22 maggio 1979. Precedentemente Riozzo apparteneva alla diocesi di Milano sino al l 19 febbraio 1978, quando la località di Riozzo fu scorporata dalla diocesi di Milano e unita alla diocesi di Lodi; per decreto del vescovo di Lodi Paolo Magnani del 4 luglio 1978. La parrocchia di Riozzo è compresa nel vicariato di Lodi Vecchio.